Porto Torres 24
Notizie    Video   
NOTIZIE
Porto Torres 24 su YouTube Porto Torres 24 su Facebook Porto Torres 24 su Twitter
Porto Torres 24notiziesardegnaPoliticaPolitica › Dallo Zooprofilattico all´Ersu di Sassari
Red 4 luglio 2011
Dallo Zooprofilattico all´Ersu di Sassari
Il bilancio amministrativo dell´ex commissario Maria Assunta Serra, che lascia l´incarico per andare a dirigere l´Ersu di Sassari


SASSARI – «Ricerca e innovazione al servizio del comparto zootecnico e della salute dei consumatori». Si può sintetizzare in questi tre punti il bilancio del commissario Maria Assunta Serra che lascia la guida dell’Istituto Zooprofilattico della Sardegna dopo un anno e mezzo di mandato amministrativo. Un periodo in cui sono stati fatti i passi fondamentali per attuare la riforma del 2008 e dare un assetto aziendale all’Istituto “Pegreffi”, che è diventato uno strumento tecnico scientifico della Regione e del ministero della Salute. «Ma la riforma è solo un corpo che ha bisogno di un'anima - dice Maria Assunta Serra –. Il vero lavoro di questo anno e mezzo è stato quello di traghettare l'Istituto verso le sfide del futuro, perché anche le malattie animali sono sempre più globalizzate e la circolazione dei prodotti alimentari da un capo all'altro del mondo pone nuovi obiettivi per la sicurezza dei consumatori».

In prima linea. Basti pensare ai recenti allarmi “Escherichia Coli”, diossina nei polli o mozzarelle blu, per avere un'idea; oppure ricordare i problemi endemici della Sardegna, dalla Trichinella alla lingua blu, alla peste suina africana. «Tutti casi in cui l'Istituto Zooprofilattico si è trovato in prima linea – prosegue il commissario uscente – e si è impegnato a garantire la sicurezza dei consumatori insieme alle istituzioni, alle Asl, ai Nas e al servizio Prevenzione dell'assessorato alla Sanità. A Orgosolo, per esempio, abbiamo fatto degli accordi con l'amministrazione locale per facilitare il controllo della carne macellata in casa, mentre per i problemi più gravi come le cozze contaminate del nord Adriatico o la diossina ci siamo mossi in accordo con le autorità nazionali e la Rete degli istituti zooprofilattici». Da ultimo il caso Quirra, dove l'Izs è stato chiamato a fare le analisi con le Asl di Lanusei e Cagliari, «un importante lavoro che verrà chiuso probabilmente entro l'estate».

Oltre 500 mila analisi eseguite complessivamente nel 2010 dai laboratori di Sassari, Cagliari, Nuoro, Oristano e Tortolì testimoniano questo impegno, che nel corso dell'ultimo anno ha trovato riconoscimento con nuovi sistemi di controllo accreditati. «A cominciare dagli esami sulla diossina, appunto - che prima si eseguivano fuori dalla Sardegna - fino alla ricerca degli allergeni negli alimenti e alla diagnosi veloce dell'agalassia ovina», spiega la dottoressa Serra.

La Ricerca. Che precisa: «Questi risultati non sarebbero stati possibili senza l'impegno dei nostri ricercatori, veterinari, biologi, chimici e tecnici di laboratorio che studiano sempre nuovi metodi di analisi, così come richiesto dalle autorità europee e da un mondo in repentino cambiamento». A luglio dell'anno scorso il ministero della Salute ha premiato la ricerca dell'Izs con 650 mila euro di finanziamenti per nuovi progetti, che vanno dalla sicurezza alimentare delle ricotte sarde ai nuovi vaccini, fino allo studio genetico degli animali da allevamento. «A ottobre abbiamo completato oltre il 60% del Piano di selezione genetica contro la scrapie, una malattia degenerativa del sistema nervoso degli ovini che appartiene al gruppo delle encefalopatie spongiformi – aggiunge ancora l'ex commissario -. Un risultato che ci riempie di orgoglio perché mette la Sardegna ai primi posti in Europa con un approccio innovativo contro la malattia, che si basa appunto sulla selezione genetica dei capi resistenti».

La formazione. Un capitolo a parte merita la formazione degli allevatori e degli operatori del comparto agrozootecnico, un settore che ha visto impegnato lo Zooprofilattico su diversi fronti. «Abbiamo concluso accordi con l'agenzia Laore e con il Parco di Molentargius per la prevenzione delle mastiti, la sorveglianza delle infezioni virali, la formazione delle aziende in acquacoltura e il monitoraggio delle malattie esotiche - dichiara ancora Maria Assunta Serra - e pochi mesi fa abbiamo stretto un accordo per formare l'Associazione degli istituti zooprofilattici italiani. Inoltre abbiamo attivato progetti di cooperazione in Marocco e Nord Africa e ci siamo impegnati per introdurre buone pratiche sanitarie nelle campagne e negli allevamenti. Disponiamo di un Osservatorio epidemiologico e tre Centri di referenza (Echinococcosi-Idatidosi, Mastopatie degli ovini e dei caprini e Zootecnia biologica) che sono dei punti di riferimento a livello nazionale e abbiamo fatto della parità di genere un caposaldo dello Statuto – conclude l’unica donna che è stata alla guida di un istituto zooprofilattico. È un bilancio positivo, quello che porto a casa in questi giorni, perché l'Istituto Zooprofilattico è un valore aggiunto per la Sardegna e gli auguro di continuare sulla strada dell’eccellenza».
Commenti



Hosting provider Aruba S.p.A. Via San Clemente, 53 - 24036 Ponte San Pietro (BG) P.IVA 01573850516 - C.F. 04552920482

La testata usufruisce del contributo della Regione Sardegna Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport
Legge regionale 13 aprile 2017 n. 5, art. 8 comma 13

© 2000-2026 Mediatica SRL - Alghero (SS)