Sacrifici per i cittadini e comuni mortali, stipendi d´oro e benefit per consiglieri, assessori e politici di ogni ordine e grado. Pdl e Lega bocciano in blocco la proposta dell´Idv, mentre il Pd si astiene
ROMA - Alla vergogna non c'è davvero limite. Da una parte si chiedono e pretendono sacrifici per i cittadini e comuni mortali, con buste paga sempre meno competitive, caro-vita che affanna famiglie e dipendenti, e tasse alle stelle; dall'altra si elargiscono stipendi d'oro e benefit per consiglieri, assessori e politici di ogni ordine e grado. E' la Casta ormai a rappresentare la vera anomalia italiana, indaffarata a curare i propri interessi e quelli dei faccendieri ad essa collegati.
Martedì il Parlamento ha dichiarato di voler tenere in piedi le Province, probabilmente l'organo politico più initile dello Stivale, dove in Sardegna arriva addirittura a rappresentare un'anomalia storica (ben 8 su un milione e mezzo di abitanti, un vero record). E così Pdl e Lega bocciano in blocco la proposta dell'Idv, mentre il Pd si astiene. Favorevoli all'abolizione 83 tra Idv, Terzo Polo e qualche cane sciolto. Astenuti: 240, praticamente il Pd intero, voti contrari: 225, cioè quasi tutto il Pdl e la Lega.
Sferzante Antonio Di Pietro. «Si è verificato un tradimento generalizzato degli impegni e dei programmi elettorali fatti da destra a sinistra. Dell’abolizione delle Province si parla dal 1960 ma c’è stato un comportamento patetico anche nella nostra coalizione, qualcuno ha chiesto l’ennesimo rinvio per riflettere. C’è una maggioranza trasversale che possiamo chiamare "maggioranza della casta", tipica da Prima Repubblica. E spiace che la Lega, che parla tanto di sprechi e costi della politica, sia poi in prima fila quando si tratta di sistemare le cadreghine locali».
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