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A.B. 17 agosto 2011
«Indispensabile l’Assemblea costituente del popolo sardo»
Per il segretario generale della Cisl Sardegna Mario Medde, la manovra del Governo rende necessario questo passo


CAGLIARI - «La manovra economica e finanziaria del Governo rende ancora più indispensabile, considerata anche la debolezza complessiva dell’Isola, l’Assemblea costituente del popolo sardo. Si tratta, infatti, di dare progetto e forza alla Sardegna in una fase tra le più difficili della sua storia autonomistica». A parlare è Mario Medde, segretario generale della “Cisl Sardegna”, che punta sull’assemblea, per uscire dall’empasse.

«C’è una grande responsabilità della politica sarda per non avere, in tanti anni, rinegoziato il patto costituzionale tra Stato e Regione e preteso il riconoscimento dello status di insularità. Oggi, nel mezzo di una crisi economica e finanziaria senza precedenti, anche a causa dei ritardi della Regione, si subiscono le scelte del Governo che limitano, e di molto, la specialità della Sardegna. Che cosa resta, infatti, di una specialità che, pur monca e inattuata in parte, aveva rappresentato le speranze di progresso dell’Isola? Anche in tempi di federalismo, per altro solo parlato, vengono meno per la Sardegna i diritti acquisiti nella norma».

«Si pensi ai trasferimenti erariali e tributari dallo Stato alla Regione – sottolinea - all’autonomia finanziaria, al federalismo interno e agli assetti degli enti locali, addirittura a quanto previsto nello Statuto sul rapporto tra abitanti e rappresentanza istituzionale regionale, alla limitazione della libertà di movimento delle persone e delle merci e al venir meno al principio della pari opportunità con i cittadini del continente per il mancato riconoscimento dello stato di insularità. A ciò si aggiunga la rimozione di quanto ancora previsto nello Statuto speciale circa il Piano di Rinascita per colmare i divari con il resto del paese. Ecco perché, in questa difficilissima situazione, solo un’Assemblea costituente del popolo sardo può rendere credibile e dare forza a un nuovo patto costituzionale tra Stato e regione. L’alternativa – conclude Medde - è quella di subire le scelte del Governo, in linea generale necessarie per far fronte alla crisi, ma che non tengono conto né delle specificità economiche e sociali, né delle specialità istituzionali».

Nella foto: Mario Medde, segretario generale Cisl Sardegna
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