Alzano le barricate le associazioni ambientaliste, Legambiente e Gruppo d´Intervento Giuridico Amici della Terra contro la legge sul golf approvata in Consiglio regionale
CAGLIARI - Sull'approvazione da parte del consiglio regionale della
legge sul golf alzano le barricate le associazioni ambientaliste, Legambiente e Gruppo d'Intervento Giuridico Amici della Terra. «Le deroghe per insediamenti edilizi connessi alla realizzazione di campi da golf apre le porte a nostro parere alla speculazione edilizia sulle coste» è il primo commento di Legambiente Sardegna
In questo modo si riducono i livelli di tutela del Ppr che ha avuto il merito, sostengono le associazioni, «di coniugare la tutela con gli obiettivi di qualità paesaggistica, di riqualificazione e gestione dei beni storici, culturali, ambientali». L'affare immobiliare è palese dicono da Grig e riguarderà nelle linee progettuali i territori entro i 100 chilometri dagli aeroporti di Cagliari, Alghero, Olbia.
«Del resto - spiegano - la realizzazione di campi da golf finora è stata in Sardegna quasi esclusivamente la foglia di fico per speculazioni immobiliari, spesso condite con abusi edilizi». Qualche esempio? «Is Arenas, il gruppo Stim s.p.a. sulle rive dello Stagno di Chia (Domus de Maria, CA); la lottizzazione di Is Molas (Pula)».
L'altro problema che gli ambientalisti fanno emergere è quello dell'acqua. Per ogni campo da golf, tipo medio, a 18 buche, secondo stime dell’Associazione Europea del Golf, consuma in media 2mila metri cubi di acqua al giorno, cioè 730mila metri cubi di acqua all’anno. «Ovvero ogni 24 ore un percorso golfistico si “beve” la stessa quantità d’acqua consumata da un paese da otto e nove mila residenti. I vantaggi ambientali ed economici per la collettività non sono pertanto così rilevanti, anzi. Il Consiglio regionale sarà capace di un sussulto di decenza?».
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