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Red 26 settembre 2011
Città isolata: il flop del Festivalguer
Il segretario del Partito democratico, in risposta al violento attacco del Pdl locale alla Provincia, mette il dito sulle «drammatiche condizioni in cui versa la città di Alghero dopo nove anni di amministrazione di centro-destra»


ALGHERO - Si avvicina la data delle elezioni amministrative nella Riviera del Corallo, e così si alza il livello di scontro politico in uno dei momenti più difficili (economicamente parlando) che la città di Alghero ricordi. Nessuna sbocco lavorativo per centinaia di giovani costretti ad emigrare per trovare un'occupazione e politici sempre più distanti dalle reali esigenze dei cittadini. In quest'ottica s'inserisce l'ultimo scontro, solo in ordine di tempo, tra maggioranza e opposizione.

Dopo la visita di gran parte della Giunta provinciale sassarese ad Alghero, in occasione della consegna dei lavori per la nuova palestra dell'Istituto Tecnico, e il violento attacco mosso dal Pdl locale all'assessore alla programmazione Enrico Daga, inevitabile la pepata replica del partito democratico che definisce quasi surreale il clima voluto dall'amministrazione comunale algherese. «Che una manciata di “giovani” del Pdl, dipendenti di nuovi enti paraistituzionali, attacchi la giunta provinciale nella persona della Presidente e del nostro – non già come schieramento politico, ma come cittadino algherese – assessore alla Programmazione e Bilancio è sintomo di totale assenza di capacità politica, mal governo e incompetenza progettuale».

Esordisce così il segretario Pd Mario Salis, che rincara la dose: «se il Sindaco avesse davvero a cuore la città di Alghero avrebbe imparato che per portare avanti una città di quarantamila abitanti non basta dialogare con una stretta cerchia di persone, avrebbe sicuramente ricordato l’importanza del dialogo con le istituzioni prima Provinciali, poi Regionali. Niente di più facile. Avere un riferimento cittadino in ogni ente» (il riferimento è la nota lontananza anche con la Regione ex-amica ndr). «Pensa forse che delegittimando un assessore in carica da poco più di un anno possa riuscire a riacquistare qualche punto e risollevarsi dal baratro nel quale è precipitato», si chiede il segretario Pd.

Finanze al collasso. «Forse i “giovani” del Pdl firmatari dell’insensato attacco alla giunta provinciale sono all’oscuro del vero stato delle finanze comunali. Sarebbe auspicabile quindi che il loro gruppo, insieme alla risicata maggioranza rimasta in Consiglio Comunale, informasse i cittadini del fatto che i lavori per la passeggiata da via Garibaldi a via Lido, “lo Quarter” complesso di San Michele e l’ex- Ospedale Vecchio-Monastero di Santa Chiara resteranno fermi, se va bene, almeno fino a gennaio per assenza di fondi. E magari precisare anche che la palestra La Cunetta, non potrà aprire perché i soldi del ribasso d’asta sembrano essere stati destinati ad altro».

Festivalguer, un fallimento. «Sarebbe utile tirar le somme degli investimenti per gli spettacoli estivi, dichiarando che Festivalguer - a fronte di 160.000 euro spesi - è stato un fallimento - precisano dal Pd - pochi biglietti venduti, una programmazione tardiva, un ritorno economico-turistico quasi inesistente e una promozione dilettantistica».
Questa sarebbe la maniera corretta di fare politica, con i fatti e non con i proclami, ricorda Mario Salis. «In questo modo anche i “giovani” del Pdl si renderebbero conto che, se si prendono in esame le iniziative portate avanti dalla Provincia nel solo anno di assessorato di Enrico Daga, l’ente provinciale ha, proporzionalmente, portato a compimento più opere rispetto a quanto fatto dall’amministrazione Tedde in ormai 10 anni di governo della città. Probabilmente - conclude Mario Salis - i “giovani” del Pdl non si sono accorti dei vari interventi della Provincia, e da un anno a questa parte, dell’assessore algherese Daga, perché costretti a rimanere all’interno del fortino della città murata, così come il loro esponente di punta, che mal dialoga con chi non è algherese, e da qui il quasi inesistente peso politico della città nelle istituzioni sovracomunali, anche presso quelle amiche, come quella regionale».

Foto d'archivio
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