Le emergenze annunciate da un esecutivo al tramonto non trovano più risposte. Innumerevoli incompiute, elezioni ormai alle porte. Immobili abbandonati e progetti di sviluppo mancati
ALGHERO - L'estate è finita da un pezzo ma si ha come l'impressione che il tasto
pause sia rimasto inserito nell'agenda della politica cittadina. Un consiglio comunale che ha ripreso a rilento: a settembre c'è stato il tempo di ritornare sul caso della scuola Sacro Cuore e "bocciarla"; e addirittura constatare che non ci sono soldi in cassa per costruire l'asilo comunale. Nel mese che corre sono previste due sedute per approvare qualche variazione di bilancio e un paio di ordini del giorno rimandati da troppi mesi. Il tanto atteso e osannato Piano Urbanistico Comunale non solo non si candida a tornare tra i banchi dell'Aula, ma rischia di scomparire dall'agenda politica. Magie di fine mandato.
Ma non è solo il Puc a tenere bloccata una città e un territorio, ad accumularsi nel tempo ci sono innumerevoli incompiute: dai bandi del Cavall Marì e Balaguer al Mercato di primo pescato; dal Palazzo dei Congressi di Maria Pia al Porto turistico; dalla questione Rom alle case di edilizia pubblica; da Mamuntanas e Surigheddu, per finire col disastro ambientale nel Calich. Una serie di emergenze come lo stesso Sindaco Marco Tedde le ha definite nel corso degli anni e per alcune delle quali ha tentato di far la voce grossa in Regione senza apparenti risultati: tranne quello di "auto-sospendere" qualche tempo fa il Pdl locale dal Partito regionale. Un gesto più simbolico che altro, considerato che nei rapporti tra Cagliari e Alghero resta un immobilismo generale nelle questioni più spinose.
Pala Congressi e Calich. Il centro congressi Ivan Graziani resta una cattedrale nel deserto, col trasferimento della gestione all'amministrazione comunale mai realmente concretizzato nonostante gli annunci e slogan degli ultimi tempi. Con il porto senza un piano regolatore, a Sant'Anna non si può decidere nemmeno sulla presenza o meno della giostra nel periodo estivo, figuriamoci di trasformarlo in un motore dell'economia locale. Anche sul disastro ambientale del Calich il Primo cittadino ha chiesto l'intervento dell'esecutivo regionale: appello rimasto inascoltato, come per le eterne zone agricole dimenticate di Surigheddu e Mamuntanas.
Sanità allo sfascio. E' ormai un disco rotto. La scorsa settimana l'ultimo, in ordine di tempo, tour tra i reparti del Civile della neo-assessora regionale alla Sanità Simona De Francisci. Ha promesso di verificare la disponibilità dei fondi a disposizione per il progetto di un nuovo ospedale. Un tempo i finanziamenti c'erano, così come l'area approvata dallo stesso Consiglio comunale. E l'auspicio è che nel dimenticatoio non rientri anche l'Aeroporto nei futuri assetti tra Regione e Aga Khan, notoriamente più interessato a Olbia e Cagliari che alla Riviera del Corallo.
Cavall Marì, Balaguer e Mercato ittico. Sulle altre questioni annunciate e rinviate da anni il filo intermittente con Cagliari centra ben poco. Due strutture da valorizzare per creare occupazione e non degrado nei punti più belli della città, Cavall Marì e Balaguer, restano un'occasione imprenditoriale mancata. Il Mercato nel porto già ultimato da anni, non è stato ancora assegnato, col rischio di diventare vecchio prima dell'inaugurazione. E poi le opere pubbliche ferme per il blocco dei pagamenti: la voragine della spiaggia e la Muraglia chiusa sono gli esempi più eclatanti e meno suggestivi dell'ultima estate. E così le emergenze sociali: dei senza casa, senza lavoro e senza soldi.
Su questi non c'è un'esclusiva algherese; ovviamente, la crisi economica infierisce su tutto il Paese. Il problema è se un esecutivo non è pronto ad affrontarla, ed è più complicato che succeda quando si ritrova - come nel caso algherese - senza due assessorati cruciali,
Lavori Pubblici e
Servizi Sociali, lasciati ad interim al Primo cittadino dopo rimpasti e scontri vari all'interno di una Maggioranza ormai logorata. La previsione più realistica è che tutto venga rimandato fino alle elezioni amministrative della prossima Primavera. Così le emergenze annunciate da un esecutivo al tramonto diventeranno le promesse di un altro all'alba di una nuova amministrazione.
Nella foto: il Governatore Cappellacci e il sindaco Marco Tedde
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