L´interrogazione presentata dalla consigliera regionale Claudia Zuncheddu chiede un intervento del presidente Cappellacci in merito al sequestro della cooperante sarda avvolto nel silenzio delle istituzioni
CAGLIARI - «Chiediamo al presidente Cappellacci se sia a conoscenza di fatti, a noi preclusi, che possano in qualche modo interessare e rassicurare la famiglia e l’opinione pubblica sarda sulla buona salute e la sorte di Rossella Urru e degli altri cooperanti rapiti». E' la richiesta che emerge dall'interrogazione presentata da Claudia Zuncheddu, consigliere regionale del gruppo misto Sinistra Ecologia e Libertà - Comunisti - Indipendentistas.
La ccoperante sarda del Cisp - Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli - è stata sequestrata da oltre due mesi, tra il 22 e il 23 ottobre, nel campo profughi, per rifugiati saharawi, a Tindouf, in Algeria. «Considerato - si legge nella nota - che dopo la missione ufficiale della Farnesina, con la visita lampo dell’inviato speciale Margherita Boniver, a Bamako, in Mali e in Burkina Faso, sul rapimento della cittadina sarda ufficialmente non si è saputo più niente».
«Le uniche notizie ufficiose risultano essere - ricorda l'esponente del centro-sinistra - le immagini trasmesse il 12 dicembre dall’emittente francese France Press che attestano che la ragazza con i due colleghi spagnoli sarebbero nelle mani di aderenti, o presunti tali, di un gruppo di scissionista di Al Qaeda per il Magreb Islamico». E conclude: «mentre in Sardegna, e in diverse sedi europee si registrano grandi mobilitazioni popolari, a tutt’oggi da parte delle istituzioni regionali c’è un incomprensibile e preoccupante silenzio».
Nella foto: Rossella Urru
Commenti