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Red 11 gennaio 2012
«Carcere Uta, silenzio dal Ministero»
Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione Socialismo Diritti Riforme denunciando la necessità di chiarimenti su un’opera che ha richiesto ingenti fondi di denaro pubblico


CAGLIARI - «Il Ministero delle Infrastrutture non può mantenere l’attuale assurdo e assordante silenzio sulle vicende legate al nuovo carcere di Cagliari, in fase di realizzazione nel territorio del Comune di Uta». Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione Socialismo Diritti Riforme denunciando la necessità di chiarimenti su un’opera che ha richiesto ingenti fondi di denaro pubblico. Al di là dell’iniziale “forzata” secretazione degli atti, sono infatti necessari - precisa Caligaris - urgenti chiarimenti sull’atteggiamento della società “Opere Pubbliche” in continuo conflitto con gli operai che chiedono di essere pagati regolarmente.

E ancora, sui ripetuti rinvii della data di ultimazione dei lavori, in ritardo di oltre due anni; sull’assenza di qualsiasi dialogo con il Comune sul quale grava l’imponente servitù penitenziaria e con la Provincia di Cagliari competente per l’assetto viario e, infine, sul pagamento degli espropri e sugli appalti di opere da realizzarsi per conto del Ministero della Giustizia nonché sulla mancata conferenza dei servizi dopo quella svoltasi nel 2005.

Per esempio – continua la Presidente di Sdr – non si sa nulla sull’appalto per la fornitura di Gas Propano Liquido da riscaldamento, acqua sanitaria e cucine con comodato d’uso gratuito dei serbatoi da interro tipo “tubero” previsto per il nuovo complesso penitenziario. L’appalto era previsto per il 2010-2012 per un importo presunto a basa d’asta di complessivi 380.000,000 euro oltre l’Iva al 20%. Così come non si conoscono l’importo delle somme previste per l’esproprio dell’area dove sta sorgendo il carcere e se la liquidazione spetta all’impresa costruttrice o direttamente al ministero.
«
E’ indispensabile, trattandosi dell’appalto di un’imponente opera pubblica, l’impresa - conclude Caligaris – regolarizzi i rapporti con gli operai pagando i salari arretrati e gli uffici del Ministero, in controtendenza rispetta a quanto avvenuto in questi anni, avviino un processo di trasparenza nei confronti dell’opinione pubblica e di collaborazione con gli Enti Locali interessati. Sono richieste che non possono essere ignorate con la giustificazione della “secretazione” degli atti imposta dall’urgenza per l’“emergenza carceri” che peraltro continuerà a luogo».
Commenti
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