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Red 28 gennaio 2012
Sardegna Democratica su Lubrano
Renato Soru arriva ad Alghero per intervenire al convegno delle Acli preceduto da un articolo su "Sardegna Democratica" dove si criticano pesantemente le scelte del candidato alle primarie Lubrano


ALGHERO - Renato Soru arriva ad Alghero, per intervenire al convegno delle Acli, preceduto da un articolo su Sardegna Democratica "Evviva le primarie!". Un intervento di alta politica nella forma che però nella sostanza prende le difese di Soru e della sua politica. A farne le spese è il «candidato Lubrano», proposto da Mario Bruno che, rispondendo a una domanda di Alguer.it aveva confessato di aver votato Mario Bruno per il consiglio ma per la presidenza di aver preferito Ugo Cappellacci. Ne è seguita una tempesta che rischia di provocare uno tsunami dentro il Pd sardo. Pubblichiamo qui di seguito i passi principali del pezzo di Sardegna Democratica.

«Se si considerano le primarie il miglior antidoto escogitato dalla sinistra per combattere la politica carismatica del berlusconismo trionfante, cioè come il sistema più adatto per la costruzione di una opinione pubblica di centrosinistra, bisogna riconoscere che Stefano Lubrano avrebbe fatto meglio a candidarsi alle primarie del centrodestra». Il sito del movimento di Renato Soru ricorda che proprio su uno dei punti qualificanti della politica soriana il candidato Lubrano si era schierato con il centro-destra allora all’opposizione: «Erano d’altronde note e pubbliche le sue feroci dichiarazioni contro il Ppr varato nella precedente legislatura e che, invano, il centro destra cerca di scardinare».

Segue una excusatio dovuta di Sardegna Democratica, non senza un’intrinseca ironia: «Potremo essere accusati di voler difendere Renato Soru a ogni costo, ma quel voto disgiunto del candidato Lubrano suona come una dissonanza, un’aritmia che fa male al cuore del popolo del centrosinistra. La domanda che ne nasce potrebbe risultare scomoda: a quale identità ideale farebbe riferimento il partito democratico di Alghero quando si dovesse affidare, per battere la destra berlusconiana, al candidato Lubrano che dichiara di aver votato alle regionali il candidato berlusconiano? Che non ci sia stato nessuno capace di proporre una candidatura che riuscisse a mettere insieme le varie anime dei democratici algheresi indica un palese vuoto di direzione politica. E non solo ad Alghero. Perché il risultato delle primarie andrà letto come una veritiera diagnosi, un anno dopo le primarie di Cagliari, dello stato di salute di tutto il Pd sardo».

«Il tempestivo intervento di quanti hanno disapprovato la scelta operata ad Alghero, a dispetto di ogni dietrologia, va interpretato come una difesa non tanto e solo di Renato Soru quanto del valore politico di quella esperienza riformista di governo della Sardegna e del suo modello di sviluppo. Infatti non c’è solo un valore assoluto nel voto maggioritario, nella contrapposizione fra Soru e Cappellacci il voto ha avuto anche un valore relativo. Perciò chi ha fatto vincere Cappellacci deve essere considerato colpevole dello stato di dissesto politico, economico e culturale in cui il centrodestra, in pochissimo tempo, ha trascinato tutta la Sardegna. Conclude Sardegna Democratica: «Qualsiasi cosa si pensi, non si può negare che in quei cinque anni del governo di centro sinistra presieduto da Renato Soru la Sardegna ha saputo riscoprire la forza della sua identità democratica. E’ venuto ormai il momento in cui il confronto fra le scelte delle due giunte possa restituire ai democratici tutto il terreno politico che con la sconfitta di tre fa avevamo perso».

Nella foto: Renato Soru e Mario Bruno
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