«Viva le primarie». Lo ha scritto anche Eugenio Scalfari nell’editoriale della domenica sulla prima pagina di Repubblica due giorni fa parlando della singolarità del Pd fra i partiti dell’Italia di oggi: «Credo sia il solo partito che adotta le primarie, e me ne rallegro». E vere primarie sono state! Ad Alghero, come a Cagliari, lo scorso anno, quando furono poco più di cinquemilaseicento i votanti, quasi quanto quelli che domenica hanno affollato i seggi della nostra città, con una popolazione quattro volte più numerosa. Con un’affluenza così partecipata, anche i dubbi su un possibile inquinamento del voto nemico ora appaiono per quello che sono sempre state: arzigogolate fumisterie.
Ha vinto Stefano Lubrano con più di 1500 voti. Con lui ha vinto Mario Bruno, vicepresidente del Consiglio regionale, suo grande elettore che non si è risparmiato per confermare col voto la bontà politica della sua scelta, a dispetto degli umori generali del partito democratico. Ma anche gli sconfitti non possono dire di avere perso. Daga per esempio, con una percentuale di grande prestigio, può considerarsi fra i protagonisti della nuova sfida, quella più importante, per togliere al centrodestra la poltrona di primo cittadino. Clamoroso il risultato delle due candidate a sinistra dello schieramento, Rosa Accordo con più di mille voti, e Maria Graziella Serra con circa 800 voti. Dal sapore amaro però: basta infatti fare una semplice addizione per constatare che se ci fosse stata una sola candidatura di sinistra, oggi Alghero si troverebbe accanto a Genova sulle note politiche dei giornali nazionali, (come a sua tempo Cagliari si trovò accanto a Milano), dove il candidato del partito di Vendola è riuscito ad averla vinta sulle candidate del partito di Bersani.
E allora fra i king maker di queste primarie algheresi bisogna mettere anche Bibo Cecchini, appena succeduto a capo della Università di Architettura a Vanni Maccioco che ha creato e costruito il movimento a sostegno della candidatura di Maria Graziella Serra. Un movimento che ha dimostrato, soprattutto sul web, una sintonia di temi e proposte, con il movimento di Mario Bruno. Il successo di Stefano Lubrano alla destra dello schieramento delle primarie deve molto alla sorprendente affermazione di Maria Graziella Serra figuratamente schierata di fatto alla estrema sinistra. Perciò del risultato non possono considerarsi politicamente soddisfatti né Elias Vacca, già deputato dei Comunisti italiani, che con generosità ha lavorato per una candidatura unitaria, e tantomeno Carlo Sechi, consigliere regionale eletto nelle liste di Sel, che su Rosa Accardo ha puntato tutte le carte del movimento di Alghero Viva.
Adesso inizia la lunga corsa verso le amministrative di primavera, col vento in poppa per il centrosinistra, perché un simile patrimonio è difficile da dissipare e tanto consenso difficile da smantellare. Ma anche da eguagliare e ripetere. Con un vantaggio, normalmente non a disposizione dello sfidante, visto che il sindaco uscente è stato un campione del berlusconismo al governo in Sardegna. Il centrodestra catalano infatti, nonostante il diktat del segretario Alfano, non riuscirà a proporre elezioni primarie per la scelta del competitor di Lubrano. Una scelta difficile visto che, al di là di ogni polemica passata, non è insensato pensare che il candidato del centrosinistra sarebbe potuto andare bene anche al centrodestra, o almeno alla sua parte riformatrice. Prova ne sia il tentativo in atto, ufficialmente segreto, di un’alleanza con l’Udc, seppure responsabile della fine anticipata della giunta di Marco Tedde, offrendo la chance di Sant’Anna proprio ad Antonello Usai, a dispetto della ricerca del candidato alla successione di Tedde, come tentano di fare i «tre saggi» incaricati dell’impresa, fuori dal gruppo dei soliti noti. Un gesto sotterraneo che già fa venire il maldipancia alla base del partito che ha giurato fedeltà al terzo polo. Ci si è messa anche il destino nel gioco di equilibri che guidano la posizione dell’Udc: la grave malattia di Giorgio Oppi, potrebbe riaprire scenari finora improponibili.
Anche perché a partire da oggi i programmi saranno i programmi politici, il valore agiunto delle idee a fare la differenza. Perché è sul disegno futuro della città che pensiamo debbano decidere i cittadini di Alghero. Noi di
Alguer.it seguiremo con le nostre idee lo svolgersi del dibattito, attenti a non trascurare le notizie giorno per giorno, convinti come siamo che la nostra funzione sia prima di tutto quella di dare a tutti gli strumenti necessari per farsi un’idea e quindi arrivare a una decisione consapevole. Perché domande sono molte e noi solleciteremo le risposte che pretende la comunità algherese: c’è chi chiede di parlare di edilizia di qualità, chi pone al primo posto il dramma dell’occupazione, chi sottolinea il dramma esistenziale delle nuove generazioni, chi vede la difficoltà persino di trovare una casa dove poter costruire il proprio futuro… La lista non finisce qui. Ecco perché allora non è sbagliato concludere con ottimismo: «viva le elezioni».
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