Anestesia, Ortopedia e Oculistica: la denuncia arriva dalla sezione locale di Cittadinanzattiva, attraverso la rete del Tribunale per i Diritti del Malato
ALGHERO - La sanità algherese langue e a denunciarlo questa volta è Cittadinanzattiva, attraverso la rete del Tribunale per i Diritti del Malato. In particolare la coordinatrice locale, Elisabetta Boglioli, fa riferimento ai reparti dell'ospedale Marino: Anestesia, Ortopedia e Oculistica.
E' stato soppresso il primariato di anestesia e gli anestesisti sono stati ridotti da cinque a due, con ripercussioni inevitabili sui servizi servizi: soppresso l'ambulatorio e la terapia del dolore. «Attualmente - si legge nella nota - il rientro dalla maternità di una anestesista ha portato il numero a tre, solo sulla carta, però, visto che gli altri due hanno potuto cominciare a recuperare settimane di ferie arretrate».
Le cose non vanno meglio in ortopoedia «dove negli ultimi due anni, due ortopedici sono andati in pensione e un'altra è da quasi due mesi in maternità. E' stato sostituito solo uno degli ortopedici in pensione per cui l'organico è a tutt'oggi, carente di due unità». Nel frattempo l'azienda abrebbe indetto una selezione destinando tre ortopedici a Sassari, due a Ozieri e nessuno ad Alghero. Attualmente la situazione è al limite del collasso, in concomitanza con le ferie estive, l'organico è ulteriormente ridotto a sei unita che prestano una guardia attiva ventiquattro ore al giorno, con accesso diretto per i monotraumi nelle ore diurne, oltre al lavoro in sala operatoria ed in reparto. Le conseguenze anche in questo caso sono la chiusura degli ambulatori e la confluenza al medico di guardia in Pronto Soccorso che arriva a visitare «in una mattina anche sessanta pazienti».
In tema di salute - non ne gode di una migliore - il reparto di oculistica, «nato come eccellenza» - 4mila visite ambulatoriali e 1350 operazioni nel corso dell’anno 2011, circa 400 interventi solo nell’arco dei primi sei mesi del 2012 - e «oggi in assoluto declino dal momento che gli operatori che di esso fanno parte si vedono costretti a denunciare la assoluta impossibilità ad operare in situazioni di normalità». Nenache a dirlo anche in questo reparto si ripetono le criticità degli altri, dal personale sottodimensionato ai locali non idonei: «non è dotato di posti letto, nonostante l’erogazione di questo servizio, sia previsto dal Piano Sanitario Regionale ed è addirittura privo anche dell’impianto per l’ossigeno».
Nella foto: ospedale Marino
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