ALGHERO - La discussione politica in atto ad Alghero, dopo il trauma del mancato rinnovo della presidenza del Parco di Porto Conte, ha tracimato i confini della Riviera del Corallo diventando così un caso “nazionale” sardo.
Sardegna Democratica, il giornale che fa riferimento al movimento politico di Renato Soru, ha affrontato il caso Alghero, individuando nelle difficoltà in cui sembra impaniata l’amministrazione Lubrano, a poco più di due mesi dalla chiara vittoria elettorale, i pericoli di una grave caduta di tensione politica nell’elettorato del centrosinistra.
Con lo scopo dichiarato di aprire una disincantata discussione sulle prossime scadenze elettorali della politica nazionale in Sardegna. Prima che sia troppo tardi. Dopo un’estate inutilmente trascorsa nel silenzio della giunta travolta dal dibattito pubblico, incalzata dalle denunce del Wwf e del Grig, sull’inquinamento da rumore e sulla mondezza che ha sporcato l’estate algherese. A cui bisogna aggiungere, per completezza dell’informazione, i dibattito al limite della xenofobia e del razzismo sull’incendio del campo nomandi a Fertilia e il disastro ambientale del Calich ereditato dal governo del Centrodestra.
Ha scritto
Sardegna Democratica: «“Alghero è il laboratorio della nuova politica sarda” così si disse. Tutto bene allora? Pare di no. Le prime opzioni del sindaco Stefano Lubrano hanno fatto scattare un campanello d’allarme che è meglio non sottovalutare. Proprio mentre tutto il Pd sardo dovrebbe concentrarsi nella prospettiva di vincere le prossime elezioni, politiche e regionali, il disegno strategico che ha fatto vincere Lubrano mostra crepe. Bisogna discuterne apertamente perché le amministrative che dovevano essere per il centro sinistra il volano per vincere le prossime elezioni rischiano di essere l’aperitivo del tonfo. E non solo ad Alghero».
La disamina dell’opinionista Filippo Sanna, nell’articolo intitolato «Che succede ad Alghero», è puntuale. Al fondo c’è la constatazione amara che Lubrano non sia stato capace di sfruttare lo «stato di grazia» della vittoria, come definiscono i francesi i primi cento giorni di governo nei quali è più facile imporre il proprio stile e la propria linea politica e culturale. Volando alto!
E invece, scrive: «Ha fatto scandalo la nomina ad assessore al Bilancio di una collaboratrice dell’ex sindaco del Pdl, candidata annunciata nella lista dello stesso. Il tecnico responsabile dell’ultimo bilancio della giunta di centro destra sarà redattore del primo del centrosinistra. Un paradosso. Che la nomina sia sgradita ad una parte consistente della maggioranza, è nelle cose della politica e non solo algherese. Il sindaco nei fatti si tiene in equilibrio fra la destra berlusconiana e pezzi del centro sinistra e della sinistra estrema. La controprova è nel dibattito per le nomine alle società partecipate in house per i lavori socialmente utili, la “Secal”, per i tributi, e infine la “Meta” per le attività culturali. Per quest’ultima si è candidato pubblicamente a costo zero Elias Vacca, già deputato dei comunisti italiani. Il sindaco stigmatizza «Non è necessario occupare pagine di importanti quotidiani per autocandidature seppur autorevoli e di rilievo e per garantire che le scelte della nostra Giunta siano di livello».
Grande è la preoccupazione del giornale di Soru, che non nasconde il timore del riverbero negativo su tutta la politica dell’isola di un modello che sulla carta doveva rivelarsi un paradigma vincente. Insomma non è che il pasticcio che stanno confezionando ad Alghero finisce per ridare fiato a un Centrodestra ormai alle corde o peggio a dare spazio alle sirene dell’anti-politica di Grillo?
Per
Sardegna Democratica non ci sono dubbi: «Le discussioni nella rete, al netto dei follower veri o finti, ruotano soprattutto sulla natura di trattative che si pensava dovessero essere pubbliche e trasparenti. Preoccupa inoltre che sia rimasto ancora in carica il consiglio di amministrazione In House (non Secal ndr), nominato dal centrodestra, mentre il sindaco chiede alla sua maggioranza coerenza e partecipazione. Nel mentre altre due conferme in ruoli cruciali per la nuova amministrazione: ufficio stampa e segretario del sindaco, gli stessi di Marco Tedde. Non sono ruoli tecnici ma politici. Non è personale dell’amministrazione ma incarichi in forme fiduciarie con contratti ad personam».
L’articolo del sito-giornale curato da Mariantonietta Mongiu si chiude con un esplicito appello al Partito Democratico, a tutto il partito in Sardegna, ma anche in Italia: « Ed il Pd? Che ne pensa il Pd? Forse è giunto il tempo di mettere in agenda i temi della campagna elettorale, le scelte dei candidati e delle alleanze per le prossime politiche e regionali in Sardegna, cercando di evitare mimetismi e trasformismi. Non portano bene. Si è in tempo per tirarsi fuori da disastri annunciati e per chiarirsi con trasparenza e chiarezza. Alghero è troppo importante. La Sardegna pure».
Nella foto: consiglio comunale ad Alghero
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