ALGHERO - Colpo a sorpresa del Consiglio d'amministrazione della Fondazione Meta (Delogu, Visconti, Interlandi), che formalizza ufficialmente le dimissioni irrevocabili, contro il volere del sindaco Stefano Lubrano, che solo due settimane fa - era il
25 ottobre - aveva chiesto ed ottenuto tempo dal presidente Andrea Delogu (che già all'indomani del risultato elettorale aveva rimesso nelle sue mani il mandato). Alla base della decisione assunta domenica da Delogu e colleghi, gli «ignobili e strumentali attacchi subiti nel tempo da partiti e consiglieri di maggioranza» [
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Una situazione che ricorda quella del Parco di Porto Conte, quando l'allora presidente Francesco Sasso (che aveva da subito rimesso il mandato nelle mani del primo cittadino) era stato oggetto di violenti attacchi da alcuni settori della maggioranza di Centro-sinistra, salvo protocollare, con decorrenza immediata, le dimissioni dalla presidenza (cosa non avvenuta per i due consiglieri del Cda, dopo mesi ancora in carica), ed incassare le scuse pubbliche in sede di assemblea. Ne era seguito un delicato scontro tutto interno alla coalizione, i cui esiti continuano a vedersi in questi giorni di crisi.
La Fondazione Meta (dopo quattro mesi, con il Capodanno alle porte), come del resto tutte le partecipate comunali, è al centro di una interminabile verifica di maggioranza, che inizia a far emergere vistose crepe tra i partiti della coalizione e lo stesso Sindaco (entro
mercoledì 7 saranno avanzate le candidature per le partecipate, nonostante non siano stati ancora resi pubblici i requisiti dei candidati, come dichiarato). Al centro della discussione rimane il ruolo politico degli stessi partiti e consiglieri, che nei giorni scorsi hanno potuto leggere il "vademecum" del buon amministratore, in cui il sindaco ha appuntato le caratteristiche e i profili che dovranno possedere le figure chiamate a capo delle società partecipate dal Comune.
Nella foto: Stefano Lubrano e Andrea Delogu
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