L´ex sindaco avanza seri dubbi di natura tecnico-giuridica sulla Fondazione Meta, che seguendo le indicazioni del neo assessore rischierebbe di perdere identità, finendo assoggettata ad una partecipata
ALGHERO - «Dubbi di natura tecnico-giuridica sulla Fondazione Meta, che rischia di perdere molti degli elementi strutturali e di “mission” che ne facevano una fondazione culturale. Ciò comporterebbe la conseguente perdita delle agevolazioni spettanti». Così Marco Tedde, durante il consiglio comunale di mercoledì [
GUARDA], si è rivolto all'indirizzo dell'assessore Alma Cardi, in riferimento anche alla relazione interna prodotto a supporto della nomina del nuovo Cda di Piazza Porta Terra.
Relazione in cui non vi sarebbe alcuna traccia del sistema museale, del progetto della card, della valorizzazione delle ricchezze culturali. Ma si parla solo di reti di programmazione per attingere fondi per progetti di promozione ed eventi. «Ciò potrebbe avere ripercussioni anche in materia di limitazioni per società partecipate, patto di stabilità ed in generale spending review - ha sottolineato l'ex sindaco Tedde in aula - nel senso che le normative vincolistiche in materia di organi e di spesa cui soggiacciono le partecipate si applicherebbero anche a Meta».
«Federculture a marzo dello scorso anno era riuscita ad escludere le fondazioni culturali da questi vincoli restrittivi ed impeditivi di una normale attività di promozione e valorizzazione del territorio - sottolinea Marco Tedde - ma è chiaro che non è sufficiente prevedere determinate attività in Statuto se poi, invece, non si fanno e se ne fanno altre. Occorre la sostanza, ossia la reale prevalenza dell'attività culturale e dei progetti culturali».
Le conseguenze sarebbero devastanti ricorda Tedde: regime del patto di stabilità da applicare già dal 2013; spese e consolidamento del costo del personale che andrebbero a sommarsi a quelli dell’ente locale e, quindi, sforerebbero il tetto e costringerebbero a risolvere rapporti di lavoro; inserimento nel monte partecipate, e quindi andrebbe a sommarsi a Secal e Alghero in House, nel senso che solo una delle tre può essere tenuta in vita mentre, oggi, la Fondazione culturale è esclusa; vincoli anche per il cda: come per gli altri enti almeno due componenti dovrebbero essere interni. Quindi o la Saluzzi o Sanna dovrebbero saltare.
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