La Confcommercio rilancia il progetto per il centro sanitario olbiese e gli investimenti del Qatar in un´opportunità nel turismo sanitario che in Italia vale 537 milioni
OLBIA - «Si ad un polo di eccellenza sanitaria e quindi al San Raffaele ad Olbia, in attesa di conoscere i dettagli del piano industriale». Questa è la posizione della Confcommercio Sardegna espressa dal suo presidente Agostino Cicalò, che parla di “opportunità” derivanti dal turismo sanitario. «Non stiamo parlando dei viaggi della speranza a cui, purtroppo molte persone devono ricorrere, ma di un segmento di mercato turistico che a livello mondiale viene stimato in 100 miliardi di dollari con tassi di crescita del 20 per cento e solo negli Stati Uniti sono sei milioni gli americani che si spostano per questa ragione – spiega Cicalò -. Se siamo convinti di avere una sanità eccellente perché non utilizzarla per scopi turistici? Stiamo parlando di tutti coloro che si spostano per Odontoiatria, Chirurgia vascolare, Ortopedia, trattamento delle Obesità, Diagnostica e check-up, chirurgia estetica e tante altre specialità che sono già presenti nella sanità sarda».
Le «pre-condizioni» secondo il presidente dell'associazione di categoria ci sono tutte: un buon afflusso di presenze, una buona qualità di assistenza sanitaria, un marchio nel mercato turistico nazionale ed europeo, una posizione geografica strategica, un settore come il wellness in crescita dovuto anche agli importanti investimenti che le strutture ricettive hanno fatto negli ultimi anni ed infine un ambiente ideale per i soggiorni climatici.
«In Italia - sottolinea Cicalò - non esiste una strategia in merito, eppure 70mila italiani varcano i confini nazionali e 60mila stranieri vengono da noi per sottoporsi a cure mediche e non esiste alcuna visione che coordini l’offerta del comparto benessere, le strutture ricettive con l’offerta ospedaliera – sottolinea il numero uno di Confcommercio Sardegna - La durata media del soggiorno degli italiani che vanno all'estero per questa forma di turismo è stata calcolata in 9,7 notti». I numeri confermano il trend: «il turismo medico nel 2012 è stato di 537milioni 280mila euro, di cui poco più di 95milioni per il soggiorno, oltre 84milioni per i costi di viaggio, quasi 335milioni per le cure, e 22milioni per altre spese, tra cui lo shopping. Le tre destinazioni preferite dagli italiani per l'health tourism sono la Croazia (16,7%), l'Ungheria (14,6%) e la Romania (13%)».
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