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A.B.
17 gennaio 2008
Igiene urbana: «Alghero come Napoli?»
Questo l’inquietante interrogativo posto da Luca Farris, militante del Movimento di Arcobaleno di Stella Nascente, che elenca i “peccati” della nuova società che gestisce il servizio di igiene urbana in città

ALGHERO - «Ricordiamo gli ultimi anni di gestione Slia ? Meglio stendere un velo pietoso. Si pensava che peggio di così, il servizio di nettezza urbana, non si potesse espletare. Mai considerazione fu così errata». Inizia così l’analisi della situazione attuale in materia di igiene urbana in città da parte di Luca Farris, militante del Movimento di Arcobaleno di Stella Nascente. Farris sottolinea come un dirigente della Manutencoop, alla vigilia dell’inizio della loro gestione del servizio, avesse annunciato che avevano previsto un periodo di rodaggio di sei mesi prima di lavorare a pieno regime ma, visto che la situazione non era così tragica come gli era stata dipinta, pensava ad un lasso di tempo inferiore. «E’ vero che il tempo non è ancora decorso – ammette Farris - ma la situazione anziché migliorare peggiora a vista d’occhio». L’esponente politico sottolinea come sia stato chiesto alla cittadinanza un piccolo sacrificio, sia in termini di tempo che di spazio, per abituarsi a differenziare i rifiuti. Un impegno necessario, perchè la raccolta differenziata deve entrare nella mentalità e nelle abitudini della gente, visto che altrove la fanno da anni. «Se si dovesse raggiungere la soglia del 35percento di rifiuti differenziati – ricorda Luca Farris - il Comune eviterebbe la sanzione prevista dalla normativa e potrebbero esserci risparmi sulla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani». Secondo il militante del Movimento, non dovrebbe essere questa la molla per fare la raccolta differenziata, bensì la convinzione che in questo mondo ci si vive tutti e un domani saranno i nostri figli a godere delle eventuali conseguenze. Secondo Farris, se alcuni cittadini non hanno un’adeguata educazione civica tale, altri sono scoraggiati dal modo di operare dell’impresa che ha lacune evidenti e grossolane. Il rappresentante di Arcobaleni di Stella Nascente elenca quindi alcuni “peccati della Manutencoop. «Diversi cittadini sono stati testimoni di episodi in cui cassonetti di varia natura sono stati svuotati nello stesso automezzo compattatore. Di tanto in tanto, alla Manutencoop, si “dimenticano” di ritirare carta e plastica, il cui ritiro avviene porta a porta, tant’è che questo genere di rifiuti fa bella mostra di se davanti ai portoni per giorni. Le campane del vetro sono spesso colme, con bottiglie accatastate per terra che fanno da contorno. I cassonetti dell'alluminio, che in base a quanto indicato dagli opuscoli informativi, dovrebbero ospitare “contenitori in metallo come quelli di tonno e pelati, fogli, vaschette e stampi d'alluminio” in realtà sono atti a ricevere solo lattine per bevande. I cassonetti dell'umido si devono aprire con le mani. In alcune strade i cassonetti del secco sono dislocati in maniera da intralciare il traffico. Le periferie sono fortemente trascurate: lo svuotamento dei cassonetti avviene di rado ed in seguito alle proteste degli abitanti. Alcune volte la domenica sera essi trasbordano: che si scordino di svuotarli?». E qui, Farris ricorda anche una dichiarazione da parte dell’Amministrazione Comunale. «L’assessore, alcune settimane fa ci aveva rassicurato. Era capitato che una bella domenica gli operatori ecologici non avevano operato. Egli disse che era previsto nell’appalto il servizio per sei giorni la settimana nel periodo invernale, che comunque voleva essere un esperimento non riuscito che non si sarebbe ripetuto». Secondo Luca Farris i problemi non finiscono qui. «Discorso a parte meritano il Centro Storico, le borgate e alcune periferie. Lì il ritiro dei rifiuti è completamente porta a porta, a giorni ed orari stabiliti. Ma siamo proprio sicuri che è il metodo migliore? La plastica nelle giornate di vento rotola che è una bellezza; la carta nelle giornate di pioggia diventa una poltiglia; l’umido ed il secco sono alla mercé dei cani. Non sarebbero comunque meglio gli antiestetici ed antigenici cassonetti magari di dimensioni ridotte? E questa riflessione si estende a tutta la città. In questo modo ognuno sarebbe libero di gettare i rifiuti quando vuole, senza attendere la giornata stabilita, e non si avrebbero problemi con gli occupanti le seconde case ignari delle regole. Da sottolineare che nella consegna del set di buste alcuni quartieri sono stati trascurati. Discorso a se merita il metodo di pulire i marciapiedi. Avrete notato quello strano macchinario dotato di motore a scoppio che, a fronte di un rumore assordante, emette un forte getto d’aria col risultato che sollevando un polverone trasferisce terra, fogliame e detriti vari da zone pubbliche a luoghi privati. E ancora che dire del centro ecologico, fiore all’occhiello dell’Amministrazione, che rifiuta certi rifiuti perché non “domestici”».Secondo quanto detto dall’esponente di Arcobaleno di Stella Nascente, la Manutencoop ha ancora tanta strada da fare, prima di arrivare ad una condizione di lavoro accettabile. «Tutto questo è sotto gli occhi di ognuno- conclude Farris che si domanda ironicamente - ma i nostri amministratori abitano tutti in campagna e viaggiano in elicottero?».
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