Porto Torres 24
Notizie    Video   
NOTIZIE
Porto Torres 24 su YouTube Porto Torres 24 su Facebook Porto Torres 24 su Twitter
Porto Torres 24notiziealgheroAmbienteDisservizi › Cimitero, si può fare di più e meglio
Tonio Mura 22 febbraio 2008
Cimitero, si può fare di più e meglio
Tra sporcizia e disagi è la zona di nuova realizzazione a destare enormi perplessità non solo architettoniche


ALGHERO - Una visita al cimitero, lontano dal via vai di novembre, dal dovere di commemorare i defunti, come ogni normalissimo visitatore. Con un ricordo a cui si attinge senza polemiche: le promesse dell'allora assessore Ballarini di salvaguardare il decoro del luogo, dodici mesi su dodici mesi. A conforto delle sue dichiarazioni presentò l'elenco dei nuovi lavori in via di realizzazione e quello degli investimenti in programma. Una prima brutta sorpresa purtroppo la si incontra già lungo la stradina che conduce all'ingresso principale: un vecchio ed enorme cassone in ferro, di quelli che di solito vengono usati per i rifiuti, giace rovesciato appena dietro il muretto che fa da limite alla strada. Attorno vecchi fogli di plastica e altri rifiuti, a dimostrazione del fatto che su quel lato è da tempo che non si vede neanche l'ombra di un operatore. Dentro il cimitero, almeno nella parte di più antica realizzazione, tutto si presenta abbastanza ordinato, e il silenzio si concilia perfettamente con la condizione del visitatore che cerca di dare un senso alle assenze, a quel non essere più tra noi. A parte qualche angolo, quasi fuori vista, dove si depositano materiali di risulta, quasi che anche a queste pietre e a questi ferri si debba riservare, così, una doverosa sepoltura o dimenticanza. Di certo però la cosa non fa un bell'effetto! La solerzia di una donna che pulisce la tomba del parente fa pensare, tuttavia, che almeno una parte del merito di quest'ordine va ricondotto a questo tipo di frequentatori, che senza nulla togliere a chi per mestiere deve pulire il cimitero, armati di paletta e scopino raccolgono carta, foglie secche e quant'altro può far sfigurare la decenza del luogo. Lo sconcerto arriva quando si passa alla parte nuova, quella di recentissima costruzione, anzi quella che vede ancora l'impresa appaltatrice dei lavori in piena azione. In sostanza quella parte che stava nell'elenco delle cose ancora da fare. Colpisce innanzitutto la presenza di gradini e di rampe in cemento armato che conducono al piano sopraelevato, per adesso ancora in disuso, vere e proprie barriere architettoniche. Qui sembra che la legislazione in vigore per favorire la mobilità dei disabili, e non solo, non sia stata proprio presa in considerazione. A meno che non sia prevista la demolizione di quanto già realizzato per costruire successivamente gli inevitabili scivoli, con una ulteriore lievitazione dei costi. Quasi spontanea sorge la domanda sul come saranno trasportate le bare al piano superiore: per le scale? Se così fosse l'operazione risulterebbe alquanto scomoda e faticosa. Ma anche i visitatori più anziani non troverebbero facile quella salita. A vista d'occhio non è visibile alcuna struttura che possa accogliere un ascensore, a meno che essa non si trovi nella parte di cantiere non accessibile al pubblico. Di queste parti accessibili tuttavia risultano inspiegabili anche le macchie di umidità presenti nelle coperture, perché si presume che le relative impermeabilizzazioni siano state fatte a regola d'arte, e solo da pochi mesi. Nella parte delle tombe a terra, invece, una pavimentazione del tipo a cellette impedisce inevitabilmente il normale rotolare della ruota di una carrozzina o il posarsi di una stampella, o semplicemente del bastone di un anziano. L'impressione è che il progetto di questa nuova ala cimiteriale sia poco rispondente alle esigenze degli abituali frequentatori, e ce lo conferma una vedova che appesa sulla scala a forbice tenta di sistemare dei fiori nella tomba del marito, la più alta di tutte, a quasi tre metri dal suolo. Una vera e propria acrobazia, non certo alla portata di tutti. Tra le sterpaglie si intravedono un paio di vecchi lavelli abbandonati, altri materiali di risulta e qualche gatto. A questo punto la sintesi: meglio il vecchio del nuovo, perché anche se i lavori della nuova ala procedono, come promesso, qualche perplessità è legittimo esprimerla, soprattutto davanti ad alcune discutibili soluzioni tecniche. Se c'è da recuperare qualcosa meglio pensarci subito, per evitare di buttare soldi pubblici in opere da demolire o non funzionali. Un esempio di spreco d'altronde è visibile a tutti in quella che doveva essere la casa del custode, posta appena al di là della grande cancellata d'ingresso, e oggi murata in ogni porta e in ogni finestra. Che dire: siamo a febbraio, non a novembre!
Commenti
9/1/2026
Una parte della pavimentazione stradale di viale san Francesco è sprofondata, nel tratto compreso tra via Buccari e piazza Colonnello Serra. Chiuso il tratto finale
9/1/2026
Disservizi e grossi problemi sul regolare servizio di ritiro dei rifiuti ingombranti su tutto il territorio del comune di Sassari: Momentaneamente sospeso il ritiro



Hosting provider Aruba S.p.A. Via San Clemente, 53 - 24036 Ponte San Pietro (BG) P.IVA 01573850516 - C.F. 04552920482

La testata usufruisce del contributo della Regione Sardegna Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport
Legge regionale 13 aprile 2017 n. 5, art. 8 comma 13

© 2000-2026 Mediatica SRL - Alghero (SS)