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S.A.
21:48
Dighe piene e strategie idriche per la Sardegna
La soddisfazione del presidente di Confagricoltura Sardegna, Stefano Taras, nel commentare, oggi, con gli invasi pieni o quasi, le nuove strategie promosse dall’Anbi per una buona gestione delle acque

CAGLIARI - «Accogliamo con particolare soddisfazione che le priorità di intervento proposte da lungo tempo da Confagricoltura Sardegna, nella gestione degli invasi e della risorsa idrica attraverso i Consorzi di Bonifica e le varie agenzie e strutture regionali, sono oggi in cima all’agenda dell’Anbi Sardegna, come apparso sugli organi di informazione, con un piano che punta, giustamente, su efficientamento della rete idrica e interconnessione, laddove possibile, tra le diverse dighe della nostra Isola». Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Sardegna, Stefano Taras, nel commentare, oggi, con gli invasi pieni o quasi, le nuove strategie promosse dall’Anbi per una buona gestione delle acque. «Con perdite delle condotte che superano ormai il 50% – ha proseguito Taras – si fa sempre più necessaria la programmazione di un intervento generale che coinvolga tutti i territori e dove la Regione giochi un ruolo da protagonista nel promuovere lo stanziamento dei fondi necessari e l’avvio rapido dei lavori, per sostituire le tubazioni usurate e fatiscenti e, al contempo, per collegare gli invasi, così da permettere quelle azioni di soccorso tra aree limitrofe in caso di particolari stagioni siccitose».
«La realizzazione di nuovi invasi, su cui siamo sempre disposti a ragionare in prospettiva di medio termine – ha precisato il presidente di Confagricoltura Sardegna –, richiede purtroppo tempi di realizzazione esageratamente lunghi e soprattutto non affronta il vero nodo del problema: la dispersione della risorsa nel sottosuolo. Pensare a costruire nuove dighe con una rete in queste condizioni significa sprecare economie importanti per avere un risultato utilizzabile solo, e ben che vada, al 50%. Affinché sia quindi assicurato il servizio ai nostri agricoltori e ai cittadini, una buona politica gestionale del bene comune diventa quindi centrale, anche perché la Sardegna è la terza regione d’Italia, dopo Lombardia e Piemonte, nella classifica assoluta delle grandi dighe presenti sui territori», ha concluso il presidente Stefano Taras.
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