Lo dichiara Michele Pais, consigliere comunale della Lega che punta il dito contro l’Amministrazione Cacciotto che non avrebbe rilasciato le autorizzazioni per la realizzazione della nuova cabina primaria in città
ALGHERO - «Alghero sta vivendo settimane caratterizzate da continui e gravissimi blackout, conseguenza di una rete elettrica ormai inadeguata rispetto al crescente fabbisogno energetico della città. Da tempo Enel aveva individuato nella realizzazione di una nuova cabina primaria l’intervento indispensabile per potenziare la rete e garantire sicurezza ed efficienza del servizio. Eppure quell’opera è stata bloccata all’insaputa del Consiglio comunale»: Lo dichiara Michele Pais, consigliere comunale della Lega, intervenendo sulla questione dei disservizi elettrici che si sono verificati in città negli ultimi giorni.
Secondo Pais il Comune ha precise responsabilità: «Il provvedimento conclusivo della Provincia di Sassari accerta un fatto gravissimo: a fronte dei pareri favorevoli di tutti gli enti coinvolti, compresa la Soprintendenza, l’unico ente che non ha consentito il rilascio dell’autorizzazione è stato il Comune di Alghero, che nel 2024 non ha portato la pratica all’esame del Consiglio comunale, determinando così l’esito negativo del procedimento».
E prosegue: «L’Amministrazione Cacciotto deve spiegare ai cittadini questa gravissima responsabilità. L’assenza di questa infrastruttura oggi provoca danni economici alle attività produttive, enormi disagi alle famiglie e mette a rischio anche servizi essenziali. Le criticità della rete elettrica hanno già inciso sull’operatività dell’ospedale, fino a determinare la chiusura temporanea delle sale operatorie.» «È necessario capire perché una pratica così importante non sia mai arrivata in Consiglio comunale. Presenterò un’interrogazione urgente affinché siano chiarite tutte le responsabilità politiche e amministrative. I cittadini hanno diritto di sapere perché è stato impedito un investimento strategico per Alghero e se, dietro questa vicenda, interessi privati abbiano finito per prevalere sull’interesse pubblico della città.» conclude Pais.
Nella foto: Michele Pais
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