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S.A. 14:06
Debutta il Festival Mediterranea Culture ad Alghero
Tra gli ospiti Nicola Verderame, Cristiana Di San Marzano, Piero Dorfles, Antonio Ingroia. Oggi la prima serata a Villa Mosca con l’omaggio a Grazia Deledda


ALGHERO - Tutto pronto ad Alghero per l’esordio degli appuntamenti del Festival Mediterranea. Culture. Scambi. Passaggi. Quattro giorni di laboratori per ragazzi e incontri serali dedicati al Mediterraneo, al mare, alle connessioni ed alla natura. Un festival ideato e organizzato da AES - Associazione Editori Sardi, con la direzione artistica di Simonetta Castia dedicato alla vasta dimensione letteraria e paesaggistica del Mediterraneo per esplorare le storie, gli orizzonti, gli scambi e la geografia letteraria di una koinè dinamica e millenaria. Gli appuntamenti saranno accolti in alcuni luoghi simbolo della città i Bastioni Pigafetta e Piazza della Juharia e la bellissima Villa Mosca.

Si parte giovedì 9 luglio a Villa Mosca con l’omaggio a Grazia Deledda e al suo rapporto con il mare, affidato alle letture di Venere Rosati, seguito dal dialogo su Amiche. Undici storie di legami e sorellanza (Il Mulino, 2025) tra la giornalista Cristiana Di San Marzano, coautrice del libro e Augusto Guarino, ispanista e prorettore dell’Università "L’Orientale" di Napoli. Al centro l’amicizia tra donne in Italia a partire dal 1926, un secolo di storia in un Paese del Mediterraneo in profondo cambiamento. Alle 20 sarà la volta dell’incontro tra Roberta Morosini e il traduttore Nicola Verderame su La ballata di Ibram il matto (Astarte, 2026) di Ahmet Büke, una delle opere più importanti del panorama turco contemporaneo, primo romanzo del celebrato autore di racconti, libro insignito del prestigioso Premio di Narrativa Vedat Türkali nel 2022.

La serata prosegue alle 20.45 con Palestina nonostante. Viaggio in Cisgiordania (Exòrma, 2024), un reportage nella vita dei Palestinesi nei Territori occupati prima del 7 ottobre 2023 grazie al racconto della giornalista e fotoreporter Emanuela Crosetti con il giornalista Pier Giorgio Pinna Chiude la serata, alle 21.30, il concerto Mediterranima di Stefano Saletti e Banda Ikona, un viaggio tra suoni, lingue e tradizioni: dal bouzouki greco all’oud arabo, dalla darbouka al kementchè persiano, accanto agli strumenti della tradizione occidentale. Da Deledda alle donne dell’oggi con Cristiana di San Marzano. L’esordio del Festival si apre nel segno di Grazia Deledda, prima e unica Nobel per la letteratura di nazionalità italiana, o forse più esattamente sardo-italiana. La sua identità regionale non fu mai un limite ma una prospettiva. Dalla sua terra seppe trarre una visione capace di trasformare la radice in racconto universale. Lo riconobbe l’Accademia di Svezia nel 1926, quando nella motivazione del premio sottolineò la capacità della scrittrice di affrontare "problemi di generale interesse umano".

Da quella donna che Pirandello, ferito nell’orgoglio, ridusse con sufficienza al ruolo di "massaia", prende avvio il dialogo che segue, quello fra Augusto Guarino, ispanista e prorettore dell’Università "L’Orientale" di Napoli, e Cristiana Di San Marzano, coautrice del libro il libro Amiche, undici storie di legami e sorellanza pubblicate da Il Mulino nel 2025 e firmate dal collettivo Controparola, fondato da Dacia Maraini nel 1992, uno dei laboratori più fecondi del pensiero femminile italiano. Il volume attraversa un secolo di amicizie e alleanze, dal 1923 al 2026, componendo una geografia di storie di Donne che unisce figure diverse per temperamento e destino. Grazia Deledda e Biancofiore, Maria Montessori e Annie Besant, Ada Gobetti e Bianca Guidetti Serra, Carla Lonzi e Carla Accardi, Elvira Sellerio e Luisa Adorno, Dacia Maraini e Piera Degli Esposti, Fausta Cialente e Sibilla Aleramo, Rossana Rossanda e Luciana Castellina, Gae Aulenti e Rosellina Archinto, Raffaella Carrà e Alessandra De Stefano, Chiara Valerio e Michela Murgia.

Due sarde aprono e chiudono il volume: la prima e l’ultima, entrambe segnate da un carattere deciso, forse isolano, certamente determinato a non risultare invisibile. Così introduce la serata Cristiana di San Marzano, una delle autrici, voce autorevole del giornalismo nazionale, che da sempre attraversa e racconta storie di donne con lo sguardo schiettoe politico, da cronista, sul mondo femminile, privo di compiacenza. Nel capitolo che inaugura il Festival algherese, Cristiana di San Marzano racconta la storia di Fausta Cialente e Sibilla Aleramo, due colonne della scrittura femminile del Novecento, lontane per temperamento ma unite, negli anni più cupi del Fascismo, da un legame capace di trasformarsi in sostegno, ascolto, complicità. Dal loro carteggio emerge una voce che attraversa la fatica del vivere, la necessità della scrittura, la fragilità e la forza di donne che il loro tempo avrebbe voluto marginali. Una sorellanza che non nasce da somiglianze ma dalla capacità di riconoscersi nell’urgenza di difendere la libertà come destino. Due donne che hanno saputo aiutarsi in tempi difficili, come il Fascismo, e che hanno saputo crescere e risuonare anche nella quotidianità di un’intimità di confidenza che è sostegno, appoggio, potenza. Un potere che fa paura perché da forza, quello delle donne amiche, complici, sorelle.

Cristiana di San Marzano richiama poi Michela Murgia e il suo modo radicale di intendere l’amicizia, non semplice affetto ma famiglia elettiva, scelta consapevole, architettura di relazioni che supera i confini della tradizione. Una concretezza che dialoga, a distanza di decenni, con la tenacia di Cialente e Aleramo, tutte accomunate dalla volontà di autodeterminarsi, di rompere schemi e convenzioni, di non accettare l’invisibilità come destino. Dal carteggio del Novecento alle famiglie d’elezione del nuovo millennio, il filo che attraversa Amiche è la stessa urgenza: raccontare la vita delle donne, restituire dignità alle scelte, difendere la libertà come orizzonte. Amiche, complici, sorelle di scrittura, le protagoniste del libro consegnano un’eredità che parla ancora oggi di coraggio, autonomia e memoria. Il Festival accoglie questa eredità e la rilancia, affidando alla voce delle donne il compito di inaugurare il proprio cammino. "Sono sentimenti che non hanno tempo né età, che appartengono a tutte le epoche. Si parla tanto di competitività fra donne e di antagonismo fra donne quasi mai incapaci di far rete, unione, squadra. Il libro racconta voci di connessioni, di unioni d’amicizia, di solidarietà e vicinanza, di sorellanza possibile.

Nella foto: Cristiana di San Marzano
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21:00
Per quattro giorni, Largo Cala d’Oliva si accenderà con un ricco palinsesto di appuntamenti: dal 9 al 12 luglio



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