Il deputato del Partito Democratico Silvio Lai, vicepresidente della Commissione bicamerale sull’insularità e componente della commissione bilancio, ha presentato un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini sulla crisi della continuità aerea della Sardegna
ALGHERO - «La continuità territoriale della Sardegna non può restare sospesa tra le difficoltà economiche derivanti da fattori esogeni e dallo shock energetico, denunciate dalle compagnie, e gli impegni ancora non rispettati dal Governo». Lo dichiara il deputato del Partito Democratico Silvio Lai, vicepresidente della Commissione bicamerale sull’insularità e componente della commissione bilancio, che ha presentato un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. «Il rincaro del jet fuel è un problema reale. Il costo del carburante aereo è più che raddoppiato rispetto ai livelli precedenti alla crisi in Medio Oriente e sta mettendo sotto pressione tutte le compagnie. Sulle rotte in continuità territoriale è quindi necessario trovare rapidamente un equilibrio che garantisca il diritto alla mobilità dei sardi e, insieme, la sostenibilità economica del servizio».
Lai ricorda che il 6 maggio, durante il tavolo convocato al Ministero con Regione, ENAC, ITA Airways e Aeroitalia, era stato assunto l’impegno a mantenere invariate le tariffe e a ripartire i maggiori costi tra compagnie, Regione e Stato. «La Regione Sardegna ha stanziato 10 milioni di euro e la legge regionale precisa che si tratta della compartecipazione al contributo straordinario statale. Ora Salvini deve chiarire dove siano i 10 milioni promessi dal Governo, con quale provvedimento saranno stanziati e quando potranno essere utilizzati». «Non si tratta di fare l’avvocato difensore di alcuna compagnia, né di Aeroitalia né di ITA sulla Alghero–Milano. Ma non si può neppure ignorare che Aeroitalia si è fatta carico di cinque delle sei rotte della nuova continuità territoriale, tre delle quali senza compensazione economica, mentre gli altri operatori hanno concentrato il proprio interesse sui collegamenti più remunerativi. Il caso ancora irrisolto della Alghero–Milano dimostra quanto sia difficile trovare compagnie disponibili a garantire le rotte economicamente meno convenienti». Aeroitalia, sottolinea Lai, ha inoltre sviluppato nell’Isola una presenza industriale e occupazionale significativa, con aeromobili basati in Sardegna, attività di manutenzione, circa 300 occupati diretti e un impatto stimato in circa 500 posti di lavoro considerando l’indotto. «Questa presenza va considerata e tutelata, dentro regole chiare. Ogni contributo pubblico dovrà essere proporzionato ai maggiori costi realmente sostenuti, differenziato tra le rotte con compensazione e quelle accettate senza compensazione e collegato alla garanzia del servizio e alla salvaguardia dell’occupazione».
«Quanto sta accadendo in Sicilia deve rappresentare un avvertimento. Dal 10 settembre sui collegamenti marittimi regolati dalla convenzione statale Siremar–Società di Navigazione Siciliana è stato applicato un aumento del 18 per cento delle tariffe verso le isole minori, comprese Lipari e Lampedusa, motivato con l’incremento del costo del carburante. Le tariffe dei servizi finanziati direttamente dalla Regione Siciliana sono invece rimaste invariate, perché i maggiori costi sono stati assorbiti dalla Regione. Quando lo Stato non interviene sulle convenzioni di propria competenza, il rischio concreto è che a pagare siano gli abitanti delle isole». Con l’interrogazione Lai chiede al Ministero e all’ENAC di chiarire la situazione e di convocare immediatamente un nuovo tavolo con la Regione e i vettori. «Non servono prove di forza o scambi di accuse. La Regione ha stanziato la propria quota, Aeroitalia ha costruito una presenza importante nell’Isola e il Governo deve adesso mantenere l’impegno assunto. Il caro carburante non può essere scaricato interamente sulle compagnie né sui sardi e non può mettere in discussione la stabilità della continuità territoriale che è una merce delicata».
Nella foto: il ministro Matteo Salvini
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