Troppi luoghi caratteristici e storici della città da troppi anni piangono di vergogna. Nel disinteresse più totale di cittadini e amministratori
ALGHERO - Che Alghero sia una città turistica non ci sono dubbi. Che Alghero, nonostante gli sforzi di tutti gli operatori del settore, accolga i turisti nel migliore dei modi, è ancora tutto da dimostrare.
Prendiamo ad esempio le guide che accompagnano i gruppi a Piazza del Teatro, Palau Machin e Portale del campanile della Cattedrale. Un giro del centro storico che gioco forza deve poi proseguire per via Carlo Alberto sino a Piazza Civica. Ebbene dal Campanile bisogna entrare nella discesa ciottolata di via Roma che conduce al cosiddetto “corso” di Alghero.
Di per sé il percorso è interessante, non fosse altro perché è possibile attraversare una piccola piazzetta che ricorda i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Più interessante però è notare cosa staziona da diversi mesi a sinistra di questa discesa, proprio a ridosso di una delle opere più emblematiche della città, cioè il campanile di Santa Maria.
Fanno bella mostra infatti alcune transenne a protezione dei calcinacci che cadono da una palazzina sottoposta a sequestro giudiziario, le piante di parietaria a forte potere allergizzante cresciute al riparo delle transenne, e i tanti ricordini dei cani che lì segnano il territorio, come la loro natura vuole. Non mancano, ovviamente, le buste della spazzatura, collocate anche fuori orario ritiro, a ricordarci che l'uomo non ha proprio niente da invidiare ai cani.
Tutto normale? Purtroppo si, almeno da un po' di tempo, da quando cioè l'interesse per il vero centro storico, quello delle viuzze senza negozi, quello ancora abitato, quello dove è possibile sentire gli odori dell'agliata o del fritto di pesce, è passato nel dimenticatoio.
Così può capitare che il senso di rassegnazione sia giunto al punto da tollerare che alcuni angoli siano vere e proprie “oasi canine” e altri discariche a cielo aperto.
Un altro esempio: altre transenne delimitano il palazzo della Dogana al Porto. A lato del palazzo è sempre esistita una fontana la cui utilità è fuori discussione. Oggi quella fontana è fuori uso, non c'è neppure il rubinetto. Nel contempo però si presta a una nuova funzione, più moderna: deposito di spazzatura.
Da un lato le grandi barche, con i proprietari che banchettano sul ponte di poppa, dall'altra gli scarti dell'attività umana i cui odori in questi giorni di scirocco si percepiscono a decine di metri.
La guida passa e fa finta di non vedere, i turisti pure passano, vedono e scattano anche qualche foto ricordo. D'altronde il loro desiderio è quello di non perdere niente, neanche l'inciviltà quotidiana.
Chissà se alle varie borse del turismo gli amministratori algheresi si apprestano a presentare anche questo lato pittoresco della città, se spiegano che siamo fortemente interessati a conservare qualche inefficienza, così da dilettare anche i gusti dei turisti più esigenti, quelli che vogliono confermare il loro pregiudizio nordista, e cioè che nei paesi del mediterraneo si mangia, si beve, si balla e si canta, e ci si diverte anche a sporcare. Con la compiaciuta solidarietà dei governanti.
Nella foto la povera fontana al porto di Alghero
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