La denuncia arriva dal presidente del comitato condominiale Via de Gasperi, Matteotti, Christian Mulas, che ha più volte sollecitato un immediato interventi a causa di una copiosa perdita di acqua
ALGHERO - Situazione insostenibile nelle case popolari tra via Matteotti e De Gasperi ad Alghero. Da settembre del 2010 infatti, nonostante i numerosi avvisi all'Area, azienda regionale per l'edilizia abitativa della Regione Sardegna (ex-Iacp), circa un'ingente perdita d'acqua dalle tubature delle condotte idriche, nulla è cambiato.
«Oggi la situazione è diventata allarmante - denuncia pubblicamente per la seconda volta il presidente del comitato condominiale Via de Gasperi, Matteotti, Christian Mulas - la quantità d'acqua che fuori esce è costante andando cosi a scavare nelle fondamenta e creando seri problemi di tenuta alla struttura portante delle palazzine». Abbiamo già interessato anche i Vigili del Fuoco che ci hanno ribadito come la responsabilità sia dell'azienda regionale, precisa.
Stesso discorso per il Comune di Alghero a cui ci siamo rivolti più volte, anche recentemente al Commissario, Ingegnere Michele Casula, per sollecitare un intervento senza alcun esito positivo. «Ritengo incivile considerare i cittadini che vivono nelle case popolari “algheresi di serie B se non C” e questo non da oggi. Come si vede in diverse zone di Alghero la condizione gli alloggi Area (ex-Iacp), da Sant'Agostino alla Pietraia, è spesso indecente», denuncia Mulas. Manca totalmente la manutenzione dalla cura del verde fino ai servizi essenziali, come gli ascensori o il servizio idrico, problemi a non finire che rappresentano il totale menefreghismo degli enti preposti.
In conclusione il presidente del comitato condominiale ribadisce la necessità che sussiste ancora oggi ad Alghero di nuove e moderne case popolari o ad edilizia agevolata. «Sono troppi anni - conclude - che la gente attende dei nuovi alloggi e con la crisi che, oggi attraversa molte famiglie, questo tipo di residenze sono indispensabili per evitare l'emorragia di giovani verso altri centri e l'aggravarsi dei problemi economici e sociali della città».
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