Presentata un´interrogazione parlamentare al senato dai deputati sardi del Movimento 5 stelle sulla situazione del servizio idrico integrato regionale, che versa in una grave situazione di crisi economica determinabile in circa 800 milioni di euro di debiti
CAGLIARI – Il Movimento 5 stelle ha presentato alcuni giorni fa un’interrogazione parlamentare sulla situazione di Abbanoa che versa attualmente in una situazione di grave crisi economica e con circa 800 milioni di euro di debiti grava sui consumatori, sul sistema delle piccole-medie imprese fornitrici, sui dipendenti. I processi organizzativi, a distanza di 8 anni, sono risultati inadatti a garantire risposte efficaci e in tempi accettabili ai problemi.
Nell’interpellanza presentata dai parlamentari sardi 5 stelle, di cui l’onorevole Manuela Serra è la prima firmataria, si chiede ai Ministri dell'ambiente, dello sviluppo economico, per gli affari regionali e le autonomie e della salute, di intervenire nell'attuale situazione di crisi della società, che può causare gravi danni all'economia della Sardegna, e di promuovere l'avvio di una conferenza di servizio e di un tavolo di confronto tra tutte le istituzioni interessate a livello nazionale, regionale e locale.
La società Abbanoa SpA è dal 2005 il gestore in house del servizio idrico integrato. Venne costituita, nel dicembre del 2005, su iniziativa dell'autorità di Ato della Sardegna, come società risultante dalla fusione dei soci già consorziati tra loro: Sim, Siinos, Govossai, Esaf e Comuni, priva di vocazione commerciale e dipendente dall'amministrazione pubblica affidante. Il sistema di gestione veniva sostenuto economicamente con circa 75 milioni di euro all'anno per la copertura delle perdite di esercizio.
«All'atto della costituzione di Abbanoa questo sostegno è venuto meno e ciò, sebbene arginato dall'aumento delle tariffe introdotte dal piano economico finanziario del piano d'ambito del 2004, ha contribuito a rendere difficile l'avvio della società che oggi è esposta nei confronti delle imprese fornitrici per circa 200 milioni di euro – dichiarano nell’interpellanza i deputati sardi che aggiungono - la società attualmente versa in una situazione di grave crisi economica, determinabile nel quantum in circa 800 milioni di euro di debiti».
«Il deficit economico si riflette su consumatori, sul fornitore di acqua grezza Enas, sui consorzi di bonifica, che ricevono gli indennizzi da Enas per il ristoro dei consumi di energia elettrica che possono essere corrisposti dalla stessa solo se Abbanoa adempie alle proprie obbligazioni – segnalano dal M5S isolano - sui consorzi industriali che possiedono gli impianti di depurazione a cui Abbanoa recapita i reflui, su Enel o altri fornitori di energia, sulla banche creditrici, sul sistema delle piccole medie imprese fornitrici, sugli stessi dipendenti sottoscrivono i deputati grillini».
«È utile, altresì, rilevare che l'Enas trasferisce l'acqua grezza ad Abbanoa al costo di 7 millesimi al metro cubo e a 4 millesimi ai consorzi agrari, mentre Abbanoa, dopo la depurazione e potabilizzazione, rivende l'acqua pagata a 0,07 millesimi a un costo medio di 1,57 euro, inoltre le attività di gestione, attualmente, sono realizzate da Abbanoa e da circa 100 aziende. Il comparto garantisce occupazione diretta e indiretta a circa 3.000 operatori» si legge nell’interrogazione.
Secondo l’analisi dei deputati sardi del movimento 5 stelle la sottocapitalizzazione iniziale di Abbanoa ha contribuito a creare le condizioni che hanno reso la società più vulnerabile in quanto costretta a ricorrere al sistema bancario per finanziare le iniziative da porre in essere per la gestione del servizio. «Il piano d'ambito 2004, che prevedeva la realizzazione di un massiccio piano di investimenti finalizzato alla riduzione delle perdite fisiche e delle perdite commerciali, non è stato realizzato, sia per ciò che riguardava i previsti aumenti di capitale da parte dei soci sia per gli investimenti ad opera del gestore con proventi ricavati dalla tariffa» sottolinea Manuela Serra.
E’ un quadro disastroso quello che emerge nell’interpellanza parlamentare, in cui vengono esaminati gli otto anni di attività della società, caratterizzati da una pessima organizzazione dell’apparato destinato alla riscossione delle bollette, limitando agli utenti la possibilità di adempiere alle proprie obbligazioni verso l'ente nei modi e nei tempi corretti senza soluzione di continuità. Il rapporto con l'utenza è attualmente caratterizzato da molteplici reclami, da procedure farraginose, da bollette spesso non verosimili.
«542 milioni di euro tra il 2004 e il 2006, messi a disposizione dalla Regione, erano finalizzati al contenimento ed al recupero delle ingenti perdite delle reti idriche, ma la gestione degli investimenti pubblici è stata paralizzata dall'insussistenza o dall'inidoneità degli uffici a ciò preposti. La gestione del personale è oggetto di frequenti riorganizzazioni destabilizzanti, gli avanzamenti e le attribuzioni di ruoli di responsabilità vengono fatti con criteri non sempre trasparenti»
Infine i deputati cinque stelle nell’interrogazione chiedono al Ministero dell'ambiente, dello sviluppo economico, per gli affari regionali e le autonomie e della salute in quale modo si ritenga di intervenire per la tutela dei diritti dei consumatori dell'ambiente, della salute, dello sviluppo economico essendo la situazione potenzialmente dannosa per le attività economiche attualmente esistenti nel territorio sardo, per l'economia e per l'ambiente.
Foto d'archivio
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