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S.A. 8:23
Le Pink Flamingos tornano in sella
Le Pink Flamingos tornano in sella: le donne che hanno vinto la sfida contro il cancro pedalano per i bambini del Microcitemico. Il 16 giugno tappa all’Aou di Sassari del tour solidale che attraverserà tutta la Sardegna per raccogliere fondi destinati alla realizzazione di una palestra per i piccoli pazienti oncologici


SASSARI - Donne che hanno affrontato il tumore, lo hanno superato e oggi scelgono di raccontare la loro rinascita pedalando per tutta la Sardegna. Torna anche quest’anno il "Pink Flamingos Bike", il tour solidale organizzato dall’associazione Pink Flamingos che dal 14 al 20 giugno attraverserà l’isola per unire simbolicamente le oncologie sarde e raccogliere fondi per un progetto dedicato ai bambini. La quinta edizione dell’iniziativa farà tappa all’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari, davanti all’ospedale Santissima Annunziata in via Enrico de Nicola, il prossimo 16 giugno, intorno alle ore 11. Le cicliste arriveranno dopo aver percorso centinaia di chilometri tra città, campagne e montagne, portando con sé un messaggio semplice ma potente: dopo la malattia si può tornare a vivere, a progettare e a guardare avanti.

«Pink Flamingos è nato da una storia personale, ma oggi appartiene a tante donne. Dopo la diagnosi di tumore al seno e un anno trascorso tra interventi, chemioterapia, radioterapia e terapie, mi sono trovata ad affrontare anche un profondo senso di smarrimento – ha dichiarato Maria Cristina Concas, presidente dell’associazione Pink Flamingos - Terminati i trattamenti, ho deciso di risalire in bicicletta e fare un giro nello stagno di Molentargius, tra i fenicotteri rosa. Quella semplice uscita ha cambiato qualcosa dentro di me: quella notte, per la prima volta dopo mesi, ho dormito serenamente. Ho capito che il movimento, per me, era diventato una terapia capace di restituirmi energia, fiducia e voglia di vivere».

Quest’anno il viaggio ha un obiettivo speciale: contribuire alla realizzazione di una palestra per i bambini ricoverati all’ospedale Microcitemico di Cagliari, uno spazio pensato per favorire il movimento, il gioco e il benessere dei piccoli pazienti durante il percorso di cura. «Queste donne rappresentano un esempio straordinario di resilienza - afferma il direttore della Struttura complessa di Oncologia medica dell’Aou di Sassari, Alessio Cogoni - Ogni chilometro percorso racconta una storia di coraggio e di speranza. Per chi lavora ogni giorno accanto alle pazienti e ai pazienti oncologici è emozionante vedere come un percorso di cura possa trasformarsi in energia positiva da mettere al servizio degli altri».

L’associazione Pink Flamingos è nata proprio dall’esperienza di donne che hanno vissuto in prima persona la malattia oncologica e che hanno scelto di trasformare quella prova in una testimonianza concreta di forza, coraggio e solidarietà. La bicicletta diventa così il simbolo di un percorso di rinascita, ma anche uno strumento per sensibilizzare l’opinione pubblica e sostenere chi sta ancora affrontando la sfida della malattia. «Accogliere questa iniziativa nella nostra Azienda significa condividere valori che sono parte integrante della nostra missione - sottolinea la direttrice sanitaria dell’Aou di Sassari, Lucia Anna Mameli - La salute non coincide soltanto con la cura della malattia, ma comprende anche il benessere fisico, psicologico e relazionale della persona. Il progetto delle Pink Flamingos unisce solidarietà, promozione di corretti stili di vita e attenzione ai più fragili».

Negli anni il tour è diventato uno degli appuntamenti più significativi nel panorama delle iniziative di sensibilizzazione oncologica in Sardegna, creando una rete ideale tra professionisti sanitari, pazienti, associazioni e cittadini. Un viaggio che parla di cura, ma soprattutto di vita. «Quando entriamo nelle oncologie e incontriamo persone sedute sulle stesse poltrone sulle quali siamo state noi, vediamo nei loro occhi la ricerca di una testimonianza concreta. Non diciamo che sarà facile o che tutti avranno lo stesso percorso, ma possiamo dire che si può continuare a vivere, progettare, sorridere. Noi siamo la prova che dopo la malattia può esserci ancora futuro. Ed è questo il messaggio che vogliamo portare in ogni tappa del nostro viaggio: trasformare la nostra esperienza in speranza per gli altri», conclude Maria Cristina Concas. Da quell’esperienza è nata l’idea di condividere questa rinascita con altre donne che stavano affrontando lo stesso percorso. Così è nato Pink Flamingos: prima un piccolo gruppo di amiche, poi un progetto sempre più grande, unito dal desiderio di portare un messaggio di speranza nei reparti oncologici e a chi sta combattendo la malattia.
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